sdfszfs
martedì, 20 giugno 2006 alle 16:52
Usare il termine "soubrette" per indicare le aspiranti attrici pronte a tutto di cui si parla in alcune intercettazioni telefoniche pubblicate nell'ambito dell'inchiesta che ha coinvolto Vittorio Emanuele di Savoia è "offensivo". Lo sostiene il regista torinese Massimo Scaglione. "Trapelano alcuni nomi - afferma Scaglione - compaiono fotografie di fanciulle disposte a tutto. Perché dunque definire queste aspiranti dive col termine di soubrette? La soubrette deve mostrare abilità nella danza, nel canto, nella recitazione. Chiediamo perciò scusa alle signore Loretta Goggi, Raffaella Carrà, Lorella Cuccarini per l'accostamento irriguardoso. Il titolo lo si deve conquistare sul palcoscenico o davanti alle telecamere e non nelle interferenze telefoniche".
mgmgjmvgmvgm
martedì, 20 giugno 2006 alle 16:49
Usare il termine "soubrette" per indicare le aspiranti attrici pronte a tutto di cui si parla in alcune intercettazioni telefoniche pubblicate nell'ambito dell'inchiesta che ha coinvolto Vittorio Emanuele di Savoia è "offensivo". Lo sostiene il regista torinese Massimo Scaglione. "Trapelano alcuni nomi - afferma Scaglione - compaiono fotografie di fanciulle disposte a tutto. Perché dunque definire queste aspiranti dive col termine di soubrette? La soubrette deve mostrare abilità nella danza, nel canto, nella recitazione. Chiediamo perciò scusa alle signore Loretta Goggi, Raffaella Carrà, Lorella Cuccarini per l'accostamento irriguardoso. Il titolo lo si deve conquistare sul palcoscenico o davanti alle telecamere e non nelle interferenze telefoniche".